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VERSO
L’INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE
MILANO 2012
Monsignor
Erminio De Scalzi, presidente della Fondazione Milano Famiglia
2012 che cura l’organizzazione dell’Incontro mondiale, lancia
un appello ai milanesi perché aprano le porte delle loro case
ai partecipanti all’Incontro mondiale delle famiglie (dal 30 maggio
al 3 giugno 2012), stimati in circa un milione. «Basta anche un
divano… Mancano meno di 200 giorni–ha sottolineato ancora De Scalzi–.
L’evento riguarderà tutti, italiani e non, credenti e non credenti,
cristiani e appartenenti ad altre religioni».
Servono 100 mila famiglie che diano ospitalità alle persone provenienti
da altre parti d’Italia e da tutto il mondo. L’organizzazione
vuole garantire a tutti un luogo per soggiornare gratuitamente,
in modo da favorire anche chi proviene da Paesi meno ricchi. «Cerchiamo
famiglie che accolgano altre famiglie – ha detto De Scalzi –.
Serve un’ospitalità fisica e un’ospitalità del cuore. Chi offrirà
accoglienza finirà per lasciarsi interpellare dagli stili di vita
personali e familiari diversi dai nostri e anche per riscoprire
virtù familiari come la semplicità e la sobrietà andate perdute
da noi in Europa. Milano è una città con tanti abitanti senza
casa e tante case senza abitanti, mi piacerebbe che l’Incontro
mondiale delle famiglie diventasse occasione per aprire queste
case». Il termine per dare disponibilità all’accoglienza è fissato
per il 31 marzo. Si può segnalare la disponibilità a ospitare
scrivendo all’indirizzo accoglienza@family2012.com
o rivolgendosi alla Segreteria parrocchiale che trasmetterà i
nominativi delle persone disponibili che saranno contattate direttamente.
Da monsignor De Scalzi, a questo proposito, una raccomandazione
precisa: «Accogliete solo le famiglie che vi mandiamo e che hanno
la nostra certificazione».
Una mail a cui scrivere per dare la disponibilità ad accogliere
è stata attivata anche dal Comune di Milano: ed.incontromondialefamiglie@comune.milano.it
Anche il vicesindaco di Milano Maria Grazia Guida si è resa disponibile
a ospitare una famiglia: «Questa è l’occasione perché la città
rifletta sulle chiusure degli anni scorsi. L’amministrazione fin
dai primi giorni del proprio insediamento si è messa al servizio
della Fondazione Milano famiglie 2012 e del Prefetto, che è il
commissario straordinario per l’evento, affinché la complessa
macchina organizzativa sia in grado di accogliere il grande numero
di persone previste. Ora rilanciamo l’appello alla città perché
si apra alle famiglie che arriveranno». Per quanto riguarda il
Parco Nord nei pressi dell’aeroporto di Bresso – area in cui si
svolgeranno le celebrazioni presiedute dal Papa –, il vicesindaco
ha assicurato che «sarà pronta la linea 5 della metropolitana.
Inoltre stiamo lavorando con Milano ristorazione per la fornitura
dei pasti».
Tra
le iniziative annunciate dal vicesindaco vi è anche la messa a
disposizione delle strutture delle Scuole dell’infanzia per l’animazione,
l’accoglienza e l’attivazione di tutor che possano assistere gli
anziani soli nel mettere a disposizione le loro case.
SETTIMANA
PER L'UNITÀ DEI CRISTIANI
Mercoledì
18 gennaio - ore 18.30
INIZIO SETTIMANA di PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
CELEBRAZIONE ECUMENICA
presieduta da S. Em. il Cardinale Angelo Scola Arcivescovo di
Milano
in San Carlo al Corso, Piazza S. Carlo (M1 San Babila)
Giovedì
19 gennaio - ore 12.35
GROTTA DI ELIA
in San Gottardo al Palazzo Reale, Via Pecorari (M1,3 Duomo)
Venerdì
20 gennaio - ore 19.00
VESPRI ANGLICANI CHIESA ANGLICANA
in All Saints Church, Via Solferino, 17 (M2 Moscova)
Sabato
21 gennaio - ore 20.45
Tavola rotonda interconfessionale
SPERANZA CRISTIANA DALLA RESURREZIONE
Franco Giulio Brambilla Vescovo eletto della Diocesi di Novara
Paolo Ricca Facoltà Valdese di Teologia di Roma
Traian Valdman Chiesa Ortodossa Romena in Italia
Modera: Martin Ibarra Presidente del Consiglio delle Chiese Cristiane
Teatro Angelicum, Piazza Sant’Angelo, 2 (M3 Turati)
Lunedì
23 gennaio - ore 18.30
VESPRI BIZANTINI CHIESA ORTODOSSA GRECA
Via Romolo Gessi, 19
Mercoledì
25 gennaio - ore 20.30
CANTA, PREGA E CONDIVIDI
Conclusione della Settimana con le corali
Chiesa Evangelica Valdese, Via Francesco Sforza, 12
Domenica
29 gennaio
nella nostra parrocchia
alla S. Messa delle ore 10.00
PREDICAZIONE
di Giuseppe Platone
pastore della Chiesa valdese di Milano
Sulle
orme di Pietro e Paolo
Pellegrinaggio decanale preadolescenti a Roma
7
dicembre 2011 ore 6.45. Siamo in 104, di seconda e terza media,
su due pullman: destinazione Roma.
È da un po’ di anni che il nostro decanato organizza per noi preadolescenti
un viaggio pellegrinaggio sulle orme dei santi: nel 2010, per
esempio, siamo andati ad Assisi, ora Roma!
Partiamo assonnati, ma contenti di trascorrere qualche giorno
con gli amici. Il primo giorno è stato occupato per la maggior
parte dal viaggio in pullman. Nel pomeriggio abbiamo visitato
la chiesa di San Paolo fuori le mura: il suo nome completo è Papale
Arcibasilica Patriarcale Maggiore Arcipretale Abbaziale di S.
Paolo fuori le Mura. È un nome che gli sta bene, viste le dimensioni!
Infatti la chiesa, che è stata cominciata nel diciannovesimo secolo
e completata nel ventesimo, è una delle quattro basiliche papali
di Roma ed è la seconda per grandezza. Nella chiesa è situata
la tomba di san Paolo che si trova sotto l’altare papale. Lì vicino,
nella cappella di S. Stefano, abbiamo celebrato la S. Messa che
inaugurava il nostro pellegrinaggio.
Il
secondo giorno era l’8 dicembre, la solennità dell’Immacolata
Concezione di Maria. Dopo la S. Messa abbiamo visitato il Circo
Massimo, il Colosseo, la chiesa di san Giovanni in Laterano, S.
Maria Maggiore. In S. Giovanni abbiamo cercato l’affresco di Giotto,
abbiamo visto la sede del papa, i mosaici, le statue… e abbiamo
pensato alla nostra S. Giovanni: beh, forse è meno solenne, ma
è casa nostra!!! Alla sera siamo andati a giocare sul Piazzale
di S. Pietro… e lì abbiamo augurato buonanotte al papa: noi siamo
convinti che ci ha sentito, anche perché ce l’abbiamo messa tutta
ad urlare!
Il
terzo giorno è stato secondo me il più faticoso ma anche il più
interessante: ci siamo svegliati all’alba per arrivare alla basilica
di san Pietro il più presto possibile per celebrare la santa messa:
abbiamo un po’ brontolato per la levataccia, ma quando siamo scesi
dal cupolone abbiamo notato che tutta la piazza era piena di gente
in coda per entrare in chiesa; perciò vi consiglio: se volete
visitare san Pietro è meglio andarci molto presto per non ritrovarsi
a fare una coda di circa 3-4 ore. Nel pomeriggio abbiamo visitato
il Pantheon, e le piazze principali di Roma... con tante spese
a piazza Navona.
L’ultimo
giorno siamo andati a visitare le catacombe di san Callisto che
ci sono state illustrate da un’ottima guida che ci ha spiegato
tutta la storia delle catacombe e dei simboli che c’erano. Dopo
ci siamo ritrovati tutti e abbiamo concluso il pellegrinaggio
con una preghiera e ci è stato dato il segno del pellegrinaggio:
un sandalo di cuoio simbolo di tutti i pellegrini che hanno camminato
per arrivare fino a Roma. Questa esperienza è stata molto emozionante
e consiglio a tutti di andare a Roma... specialmente se chi ve
la illustra in modo appassionato e speciale sono don Paolo, don
Alfredo e don Marco!!!
Luca
Bodo
L’Oratorio
nella Terra dell’Alleanza
È stato un pellegrinaggio deciso tra molte titubanze e incertezze,
per la lunghezza del viaggio e del soggiorno, perché si trattava
di andare con un gruppo organizzato e affiatato, per la pericolosità
dei luoghi, dove ogni tanto, a dire il vero, qualche episodio
di violenza si verifica. Dall’altra parte, la curiosità e l’interesse
per quei luoghi, il desiderio di regalarci un viaggio particolare,
l’opportunità di andare con don Paolo e la coincidenza con un
periodo di vacanze scolastiche ci ha convinto, e ci siamo iscritti.
Il pellegrinaggio è cominciato con il ritrovo all’alba, davanti
alla Chiesa, il 30 dicembre e si è concluso nella notte tra il
6 e il 7 gennaio, nello stesso posto. È cominciato nella notte
e si è concluso nella notte: scelta determinata da esigenze organizzative
o sapiente regia che voleva far cominciare e terminare questo
percorso nella notte, momento propizio per la ricerca (Nicodemo
docet)?
E comunque i momenti di stanchezza, inevitabili con un programma
così denso, sono stati superati e ampiamente compensati da tante
piacevoli chiacchiere con persone che non conoscevo, se non, alcune,
di vista, da una compagnia a tratti veramente esilarante, da partite
a carte e a “Vampiri”, tra i ragazzi. Ho visto, e mi è piaciuta
molto, l’attenzione da parte degli “educatori” (liceali o giovani
universitari) nei confronti dei più piccoli (e ce n’erano veramente
tanti, per fortuna, nel nostro gruppo, a differenza degli altri
gruppi che incrociavamo nei diversi alberghi), che venivano regolarmente
coinvolti in vari giochi sul pullman o nelle serate in albergo,
e ai quali sono stati proposti programmi alternativi (come lo
zoo nel pomeriggio in cui era prevista la visita al Museo della
memoria) e tanta attenzione da parte un po’ di tutti nei confronti
delle persone che tendevano a distrarsi dal gruppo compatto, rimanendo
ogni tanto indietro.
Era rassicurante l’instancabile conteggio e riconteggio dei pellegrini
da parte di don Paolo e mi è piaciuta molto l’attenzione costante,
nella stanchezza generale, ad accompagnare lo svolgimento delle
Messe con canti scelti e con accurato servizio alla liturgia,
con semplice disponibilià.
A Malpensa abbiamo conosciuto Miriam, la guida che ci ha poi accompagnato
nel corso di tutto il pellegrinaggio, alternandosi con don Paolo
nelle spiegazioni. Il nostro gruppo è il gruppo “blu”: fazzoletto
blu, auricolare blu. Afferriamo la rilevanza del particolare quando
incontriamo, a Fiumicino, i “gialli “ e i “rossi”, gruppi di pellegrini
come noi coordinati dall’Opera romana pellegrinaggi, nostri “eterni
rivali” nei quali ci imbatteremo praticamente ogni giorno, un
poco più avanti o un poco (molto poco) più indietro, rispetto
alle nostre visite, e con i quali avremo però anche qualche tregua
per la celebrazione di almeno due Messe.
Le visite sono state interessantissime, anche solo come semplice
turista. Siamo stati a Nazareth, nei luoghi che hanno visto la
nascita e la prima giovinezza di Maria, nei luoghi nei quali anche
Gesù ha vissuto i primi anni della sua vita nascosta, e poi a
Cafarnao e sul Giordano, dove è stato battezzato e ha cominciato
ad esercitare il suo ministero; a Betlemme, in quelle che vengono
indicate come la grotta della natività e la grotta dei pastori,
e infine a Gerusalemme, dove si sono svolti quei fatti che noi
ricordiamo come il compimento della storia della salvezza, e dove
le visite si sono svolte in un’atmosfera di calma surreale, segnata
da vari controlli e dove abbiamo visto come anche luoghi sacri
per diverse religioni, come il Santo Sepolcro, possono facilmente
diventare teatro di incidenti, per banali questioni di precedenze
negli accessi. Abbiamo visitato chiese e cappelle – costruite,
distrutte e ricostruite più volte nel corso dei secoli – che ricordano
i luoghi sacri sin da quando, a partire dal IV secolo, terminate
le persecuzioni, S. Elena, la madre dell’imperatore Costantino,
ha posto il problema del loro ricordo, della loro custodia e tutela.
E di ogni cappella e chiesa Miriam e don Paolo ci hanno segnalato
qualche cosa di interessante, storicamente o artisticamente. Come
per la cappella della beatitudini, a forma ottagonale così come
sono otto le beatitudini, nella quale Paolo VI ha lasciato la
sua stola, o la chiesa di Tabga con i suoi bellissimi mosaici
di fattura bizantina, che ricordano la moltiplicazione dei pani
e dei pesci (sotto l’altare centrale), mentre altri rappresentano
il nilometro (nella cappella di destra), che serviva a misurare
le piene del Nilo, e poi attorno all’altare ancora mosaici raffiguranti
trampolieri che becchettano corolle di fiori dal gambo allungato,
nidi su alberi stilizzati e pennuti simili al nostro germano reale.
Nel
tragitto da Nazareth al Mar Morto, andando verso il deserto di
Giuda, abbiamo attraversato distese pianeggianti e rocciose, e
abbiamo capito forse un po’ meglio quei semi che il seminatore
lancia e possono cadere anche sulla roccia, non dando alcun frutto.
Abbiamo attraversato la Valle del Giordano, ricco di palmeti (palme
da dattero, simbolo della bellezza femminile), dove il filo spinato
ci ha ricordato che siamo in una zona di frontiera, che segna
il confine con la Giordania, e dove si trovano le rose di Gerico,
le pietre che secondo la leggenda sarebbero nate dalle lacrime
della Madonna, che piangeva perché aveva sete; siamo scesi nella
fossa del Giordano, dove il deserto è punteggiato da grotte dove
si ritiravano gli anacoreti; ci siamo fermati a Qumran, dove sono
state trovate dodici grotte contenenti papiri della comunità degli
Esseni, e poi nel deserto vicino al Mar morto (pediluvi e pausa
acquisti), con sosta tra le alture e riflessione sulle parole
di Osea (“… la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore”, riflessione
sull’amore dell’uomo e sull’amore di Dio, nel deserto: luogo ideale
per ascoltare, ma che potrebbe anche essere desolatamente silenzioso).
A
Gerusalemme abbiamo ripercorso i luoghi dell’ultima settimana
di vita di Gesù: da Betfage, da dove ha fatto il suo ingresso
trionfale in Gerusalemme, al cenacolo, alla cappella del Dominus
flevit, al Getsemani, pieno di ulivi grossi e nodosi (secondo
alcuni, sarebbero gli stessi dell’epoca di Gesù), alla cappella
della dormizione di Maria (con statua della Madonna a grandezza
naturale, d’impatto), alla Chiesa di S. Anna (ottima acustica),
alla Fortezza Antonia, e poi la Via crucis, attraversando le vie
del mercato, al Santo Sepolcro, e infine alla Cappella dell’Ascensione,
dove la Messa si può celebrare solo una volta l’anno, nel giorno
dell’Ascensione appunto, e attorno alla quale i pellegrini vanno
ad accamparsi sin dalla notte prima (fermando le tende a grossi
anelloni infissi sul muro di cinta). Ci sono stati momenti molto
suggestivi, come l’attraversamento del lago (o mare) di Tiberiade
(con riflessione sull’episodio della donna che invoca da Gesù
la guarigione per la figlia tormentata da un demonio, insistendo
“perché anche i cani mangiano le briciole dei padroni”), in una
giornata senza sole, dove la linea dell’orizzonte si confondeva
con il contorno del lago; o come la processione con fiaccolata
insieme a pellegrini di altre nazionalità per entrare nella basilica
dell’Annunciazione di Nazareth, la notte dell’ultimo dell’anno
(nel corso della quale alcuni del nostro gruppo hanno portato
la statua della Madonna), e anche simpatici fuori programma, come
la festa per il ragazzino ebreo al Muro occidentale, l’ultimo
giorno del soggiorno in Gerusalemme. Qui alcuni del gruppo si
sono imbucati tra i partecipanti (coprendosi rigorosamente il
capo con kippà presi in prestito) e alcuni nostri ragazzini hanno
pensato bene di unirsi attivamente ai festeggiamenti giocando
con le caramelle che erano state lanciate dalle donne, arrampicate
sulle sedie, dall’altra parte del muretto che separa la zona uomini
dalla zona donne, per festeggiare il loro collega ebreo, e poi
facendone incetta ed equa distribuzione tra i compagni pellegrini.
Abbiamo trascorso questi giorni nei luoghi che hanno visto il
formarsi della prima comunità di discepoli, dove Lui ha chiamato
gli amici più stretti, quelli che voleva vicino nei momenti più
intensi o più difficili: Pietro, Giacomo e Giovanni, testimoni
oculari dei suoi miracoli e della sua gloria, nei luoghi dove
sono stati con Gesù, dove lo hanno abbandonato e dove lo hanno
anche ritrovato. E in particolare siamo stati in compagnia di
Pietro, che ci ha accolto sin dal primo giorno, e ci ha salutato
l’ultimo giorno del nostro soggiorno in Terrasanta. Abbiamo visto
quella che viene indicata come la sua casa, a Cafarnao, a pianta
circolare, con locali più spaziosi e altri più piccoli, protetta
da una terribile infrastruttura a forma di barca (ma sembra più
un Ufo!), dentro la quale è stata celebrata una suggestiva eucaristia.
Qui a Cafarnao Pietro, come altri, è stato chiamato e, piantate
le reti, così come era, con le mani odoranti di pesce, entusiasta
e impetuoso, ha cominciato a seguire Gesù, che ha poi probabilmente
ospitato più volte a casa sua. Sul lago di Tiberiade agitato dalla
tempesta è lui a lanciarsi per andare incontro a Gesù che stava
camminando sulle acque, ed è ancora lui che vi si butta mollando
le reti, quando lo riconosce, dopo la Risurrezione, in quell’uomo
che sulla spiaggia sta cuocendo qualcosa sulla riva.
Lo
abbiamo ritrovato ancora sul monte della Trasfigurazione, quando,
sbigottito davanti alle vesti bianchissime di Gesù e alla vista
di Mosè ed Elia propone a Gesù (“non sapendo che dire”, dicono
i Vangeli) di elevare lì tre tende “perché è così bello stare
qui”. E sembra una frase così ingenua, mentre è proprio tanto
umana, perché è quello che ognuno di noi dice all’amico, quando
si va oltre un certo orario e non vorremmo più che se ne andasse,
come è umana la paura che lo prende per le onde del lago mosso,
o la notte del tradimento, quando una serva lo riconosce come
un Galileo, uno dei seguaci di Gesù. E lo abbiamo incontrato ancora,
l’ultimo giorno del soggiorno a Gerusalemme, nella Chiesa del
Gallicantu, dove alcune grandi icone ricordano il tradimento e
il perdono: nel primo Pietro è raffigurato senza aureola: ha appena
rinnegato Gesù, sullo sfondo un gallo ricorda l’annuncio del tradimento;
nel secondo Pietro si tiene la testa fra le mani ed è piegato
in due, su un grande buco nero: è disperato per il tradimento
appena compiuto, si rende conto del limite; è il momento del buio
e del pericolo della disperazione. Nel terzo ricompare l’aureola:
Gesù lo ha già perdonato e gli pone la triplice domanda: “Pietro
mi ami tu più di costoro?” e Pietro risponde “Signore, tu lo sai
che ti voglio bene”. Quando usciamo dal Gallicantu è ormai tardi,
ma non è ancora notte fonda, il cielo è di un bel blu intenso
e scintillante. Tutti cominciano a risalire sul pullman; un gruppetto
è attirato da una terrazza in basso, che guarda sulle colline
di Gerusalemme. Scendendo alcuni gradini appare una vista mozzafiato:
Gerusalemme come un grande presepe adagiato su una dolce collina
con le lucine dentro le casette bianche; sulla sinistra la cupola
dorata della moschea. Di comune tacito accordo, senza alcun riferimento
agli orari – assillo costante in questi giorni – e agli amici
infreddoliti e ligi sul pullman ci mettiamo in posa, don Paolo
compreso, per una foto ricordo. Qualche problema con una macchina
super extra tecnologica che non afferra subito l’urgenza contingente,
ma alla fine viene anche la foto con autoscatto. Non so se tornerò
a Gerusalemme, sono però sicura che questa immagine, di Gerusalemme
e della foto ricordo, rimarrà sempre dentro di me.
L’ultima
Messa viene celebrata in aeroporto a Roma, nella Cappella in zona
voli internazionali, dove è stato fatto il punto della situazione
ed è stato ripreso il significato di tutto il viaggio: dopo sei
giorni sulle orme di Gesù, in compagnia della sua famiglia e dei
suoi discepoli, sia ben chiaro che tutto quello che abbiamo ricordato
e su cui abbiamo meditato non riguarda solo quelle persone che
sono vissute lì allora (questo don Paolo ce lo aveva già ricordato
con diversi messaggi più e più volte nelle brevi omelie e nei
vari momenti di meditazione). E allora un invito e un augurio
per il 2012: che ciascuno di noi sia veramente per l’altro il
volto di Dio, che ciascuno pensi, senta, si chieda come si comporterebbe
Gesù, come lui si rivolgerebbe, come Gesù guarderebbe all’altro
nelle varie situazioni della vita.
E questo sia il nostro augurio!
Maria
…
SULLA TUA STRADA SIGNOR!
Basterebbero
queste poche parole del celebre canto “Camminerò” per raccontare
il nostro viaggio sulle terre percorse da Gesù: Nazareth, Betlemme
e Gerusalemme. Dopo tanti luoghi visti e dopo significative emozioni,
ecco che compiamo forse la tappa più bella di questo pellegrinaggio:
raccontarvi quello che abbiamo vissuto.
Tra i tanti luoghi santi che abbiamo visto, certamente quello
più emozionante non è stato un luogo di pietre come una bella
basilica, ma il lago di Tiberiade. Proprio questo lago è stato
teatro di moltissimi episodi del vangelo. Che gioia poterlo attraversare
su di una semplice imbarcazione: come un tempo i discepoli con
il loro Maestro, anche noi abbiamo potuto solcare il mare. Che
dire poi dell’orto del Getsemani? È stato bello sostare in silenzio
nel luogo dove Gesù ha mostrato tutta la sua umanità, ha pregato,
pianto e si è affidato. Incredibile poi sapere che le radici di
alcuni degli ulivi sono molto probabilmente del tempo di Gesù.
Infine non dimenticheremo mai la Basilica del Santo Sepolcro,
meta di tanti pellegrini, luogo dove anziché il silenzio e raccoglimento
si respira incomprensione, caos e intolleranza. La forza del Santo
Sepolcro è proprio questa: supera le diversità e gli scontri tra
religioni e dona al pellegrino (e non al turista) la commozione
di chi crede in Gesù Risorto e, con tutte le sue fatiche, si sente
guidato dalla parola del Vangelo: «Non abbiate paura! Voi cercate
Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui».
Momenti
veramente unici sono state le Messe celebrate durante il pellegrinaggio.
Celebrazioni vissute con un clima sincero di raccoglimento, sentendoci
un po’ come una famiglia che affida le proprie attese, le proprie
difficoltà. E abbiamo affidato anche le persone che ci hanno già
lasciato. Tra le Celebrazioni più toccanti ricordiamo quella nella
cappellina dei “piccoli fratelli di Gesù” a Nazareth e quella
in S. Pietro in Gallicantu a Gerusalemme. In particolare quest’ultima
è stata l’occasione per comprendere come il perdono di Gesù ti
accoglie sempre e comunque. Anche quando tradisci e vieni meno
alla fedeltà di un rapporto, Gesù ti rivolge uno sguardo. Potremmo
andare avanti, ma lo spazio è poco. Quanto abbiamo scritto è stato
davvero vissuto con intensità e non pesantezza perché ad unirci
prima di tutto è stata la gioia di stare insieme, la vivacità
che ci ha permesso di sorridere e scherzare… nessuno escluso!
Indimenticabili i canti in pullman, le battute di Mario, i racconti
fantastici della guida, le dritte di don Paolo per “vincere” sugli
altri gruppi dell’Opera Romana Pellegrinaggi… 51 persone di cui
ben 23 ragazzi tra i 10 e i 25 anni… certamente i più simpatici!
Vale
e Costa
VIAGGIO
NELLE TERRE DELL'ALLEANZA
2-8 settembre 2012
Dopo
le felici esperienze dei viaggi in Terrasanta (2010) e a Santiago
de Compostela (2011) vorremmo ripercorrere quest’anno i luoghi
che hanno conosciuto l’alleanza tra Dio e il popolo di Abramo
prima e l’intera umanità poi.
1°
giorno, domenica 2 settembre 2012: MILANO PIAZZA BERNINI – MILANO
MALPENSA – AEROPORTO FRANCOFORTE - IL CAIRO
Ritrovo dei partecipanti, sistemazione sul pullman GT e transfer
privato all’aeroporto di Milano Malpensa. Disbrigo delle formalità
d’imbarco e partenza. Arrivo nel pomeriggio. Incontro con la guida
locale e breve giro orientativo della megalopoli. Trasferimento
in hotel, sistemazione nelle camere, cena e pernottamento.
2°
giorno, lunedì 3 settembre 2012: IL CAIRO
Prima colazione in hotel e partenza per la località di Giza, alla
periferia del Cairo, con le tre grandi piramidi di Cheope, Chefren
e Micerino e la Sfinge. La Piramide di Cheope, detta anche Grande
Piramide, è la più antica delle tre grandi piramidi di Giza. Costruita
intorno al 2570 a.C., è rimasta l'edificio più alto del mondo
per circa 3800 anni. Si presume sia stata eretta da Cheope (Horo
Medjedu) della IV dinastia come monumento funebre. La Sfinge di
Giza è la più grande statua monolitica del mondo. Fu costruita
circa 4.500 anni fa e raffigura appunto una sfinge, più precisamente
un’androsfinge, essere mitologico con volto umano e corpo di leone
accovacciato. Pranzo in ristorante e pomeriggio dedicato alla
visita del quartiere del Vecchio Cairo dove numerose sono le testimonianze
antiche: i resti delle mura romane, le chiese cristiane tra cui
quelle di San Sergio, di Santa Barbara e di Santa Maria, la Sinagoga
di Ben Ezra, che sostituì nel XII secolo una precedente chiesa
dedicata a San Michele, e la Moschea di Amr, la più antica d’Egitto.
Cena in hotel e pernottamento.
3°
giorno, martedì 4 settembre 2012: IL CAIRO - SANTA CATERINA (itinerario
biblico dell’Esodo)
Prima colazione in hotel e partenza per il canale di Suez a El
Shat, percorrendo la strada che attraversa il deserto per Abu
Rudeis e Wadi Mokkated scoprendo così un itinerario di rara e
suggestiva bellezza. Sosta alla sorgente di Mara. Mosè fece levare
l’accampamento di Israele dal Mare Rosso ed essi avanzarono verso
il deserto di Sur. Camminarono tre giorni nel deserto e non trovarono
acqua. Arrivarono a Mara, ma non potevano bere le acque di Mara,
perché erano amare. Per questo erano state chiamate Mara. Allora
il popolo mormorò contro Mosè: “Che berremo?”. Egli invocò il
Signore, il quale gli indicò un legno. Lo gettò nell’acqua e l’acqua
divenne dolce”. Pranzo e continuazione per l’Oasi di Feiran, sosta
al Monastero delle suore ortodosse. Proseguimento per Santa Caterina,
sistemazione in hotel, cena e pernottamento. In nottata possibilità
di salire a piedi alla Vetta della Teofania dove Mosè ricevette
le Tavole della Legge. È il Gebel Musa dove Giustiniano aveva
fatto erigere una piccola cappella più volte andata distrutta:
sui resti dell’ultima fu costruita, nel 1934, la chiesa attuale.
Il Monastero di Santa Caterina o Monastero della Trasfigurazione,
avamposto cristiano in terra islamica, prende il nome da Caterina
di Alessandria, vergine e martire cristiana, decapitata nel III
secolo, i cui resti, trasportati, secondo la leggenda, dagli angeli,
furono trovati dai monaci in cima al monte che da allora si chiama
Gebel Katerina. L’insediamento monastico, però, è stato creato
qui in seguito al ritrovamento di un roveto, identificato come
quello in cui Dio si rivelò a Mosé nel bagliore del fuoco. I monaci
che oggi vi risiedono appartengono alla Chiesa ortodossa greca.
Nel 2002 è stato dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità
per la sua architettura bizantina e perché luogo sacro per le
tre grandi religioni. Il monastero, che ha la struttura di una
cittadella fortificata, conserva una vasta collezione di manoscritti
e icone.
4°
giorno, mercoledì 5 settembre 2012: SANTA CATERINA – TABA – EIN
BOKEK
Dopo la prima colazione partenza in direzione di Taba per il passaggio
di frontiera. Pranzo in territorio egiziano. Si entra in Israele
e si risale da sud il deserto del Neghev sulle orme del percorso
dell’Esodo. Arrivo in serata a Ein Bokek, località turistica sul
Mar Morto. Sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
5°
giorno, giovedì 6 settembre 2012: EIN BOKEK - MASADA - GERICO
- MONASTERO DELLA QUARANTENA - GERUSALEMME
Dopo la prima colazione partenza per Masada. Arrivo e visita alla
rocca di Erode il Grande famosa per la resistenza degli zeloti.
Si procede in direzione di Gerico, moderna città ai bordi di una
vasta e lussureggiante oasi che nella sua estensione odierna e
nei suoi caratteri differisce profondamente sia dalla Gerico ritenuta
la città più antica del mondo. Un albero di sicomoro ricorda l’episodio
dell’incontro di Zaccheo e Gesù. Dopo il pranzo visita agli scavi
di Tel Gerico dove si trova in particolare la muraglia del III millennio,
perfettamente visibile. Salita in funivia al monastero greco-ortodosso
della Quarantena. Il nome risale al Medioevo ed è in relazione
al ricordo , che qui si conserva già dal IV secolo, dei 40 giorni
passati da Gesù nel deserto. Su una piattaforme sopra l’attuale
convento una pietra segnata da una croce indica il luogo tradizionale
della prima tentazione di Gesù. Si riparte per Gerusalemme. Arrivo,
sistemazione in hotel, cena e pernottamento.
6°
giorno, venerdì 6 settembre 2012: GERUSALEMME
In mattinata: Monte degli ulivi, Chiesa del Dominus flevit dove
Gesù pianse guardando Gerusalemme e pensando alla sua imminente
distruzione, Basilica e Giardino degli ulivi: Muro occidentale
del Tempio (il cosiddetto Muro del Pianto). Il percorso nel tunnel
sotto le mura erodiane del Tempio, rappresenta una meraviglia
per tutti gli appassionati di storia e archeologia che si stupiranno
del fatto che la massiccia parte a vista del Muro è solo una porzione
dell’intera struttura originaria, lunga circa 5181 metri, che
si trova sotto la Città Antica. Pranzo in ristorante. Si prosegue
con la visita al Monte Sion per una sosta al Cenacolo. Si scende
quindi alla Chiesa di San Pietro in Gallicantu, costruita forse
sulla casa che era del sommo sacerdote Caifa; ricorda l’episodio
del rinnegamento di Pietro al canto del gallo e il suo pianto;
nella cripta si trova un complesso di grotte e cisterne usate
come celle per prigionieri, con ceppi per legarvi i condannati
alla flagellazione: qui Gesù subì il primo processo e il tradimento
dell’apostolo. Vicino alla chiesa è stata rinvenuta una scalinata
di epoca romana che dalla città alta scendeva nella valle del
Cedron. Visita al Santuario del libro, dove è esposto uno dei
rotoli ritrovato nelle grotte di Qumran e contenente parti del
perofeta Isaia. Rientro in hotel, cena e pernottamento.
7°
giorno, sabato 8 settembre 2012: GERUSALEMME – TEL AVIV – AEROPORTO
DI FRANCOFORTE - MALPENSA – MILANO
Piazza Bernini Dopo la prima colazione in hotel mattinata libera
con appuntamento alla Basilica che racchiude i luoghi della crocifissione
e della resurrezione del Signore. Pranzo libero. Trasferimento
in aeroporto a Tel Aviv in tempo utile per il volo di rientro
in Italia. Arrivo a Milano Malpensa e trasferimento con pullman
privato in sede. Fine dei servizi.
QUOTA
INDIVIDUALE DI PARTECIPAZIONE € 1.455,00
SUPPLEMENTO CAMERA SINGOLA € 285,00
La quota individuale di partecipazione include:
trasferimenti privati per e da l’aeroporto in Italia assistenza
aeroportuale volo di linea LH andata e ritorno con scalo a Francoforte
con i seguenti operativi
LH 259 2/09/2012 MILANO MALPENSA 06:45 FRANCOFORTE 08:10
LH 582 2/09/2012 FRANCOFORTE 10:30 CAIRO 14:30
LH 687 8/09/2012 TEL AVIV 16:45 FRANCOFORTE 20.15
LH 258 8/09/2012 FRANCOFORTE 21:15 MILANO MALPENSA 23:05
franchigia bagaglio 20 kg a persona tasse aeroportuali (in vigore
al momento dell’offerta) 6 notti di sistemazione in ottimi hotel
4 stelle nelle località come da programma, in camere doppie con
servizi privati pensione completa dalla cena del 1° giorno alla
prima colazione dell’ultimo giorno facchinaggio in Israele tour
in pullman gran turismo con aria condizionata per trasferimenti
e visite come da programma accompagnatore dell’agenzia guida locale
in lingua italiana per tutta la durata del viaggio ingressi come
da programma visto di ingresso per l’Egitto assicurazione medico-bagaglio
24 ore su 24 Amitour omaggio dell’agenzia
La quota individuale di partecipazione non include: Bevande Mance
ed extra di carattere personale Tutto quanto non espressamente
specificato ne “la quota individuale di partecipazione include”
Termini di pagamento:
Acconto 25% alla conferma
Saldo 1 mese prima della partenza
SABATO
28 GENNAIO 2012
DURANTE LA MESSA DELLE ORE 18
RICORDEREMO
GLI ANNIVERSARI DI MATRIMONIO,
IN PARTICOLARE LE DATE "IMPORTANTI"
AL TERMINE FESTEGGEREMO INSIEME
CON UN APERITIVO
Informazioni
e iscrizioni rivolgersi in Segreteria parrocchiale
entro giovedì 26 gennaio
SABATO
4 E DOMENICA 5 FEBBRAIO 2012
FIERA
DEL LIBRO USATO
a
favore de "La Tenda",
servizio con e per gli anziani
della nostra comunità
dalle 9.30 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 in Oratorio
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