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La Parola predicata


 

 

 


Anno liturgico C


omelia di don Giuseppe
nella festa dell'Immacolata Concezione
di Maria
domenica 8 dicembre
2009

 
Gen 3,9-15.20;
Ef 1,3-6.11-12;
Lc 1,26-28

Nel nostro cammino di Avvento ci viene incontro oggi Maria, la giovane donna che sarà la madre del Messia, del Figlio di Dio. Protagonista è una vergine...
Molte volte nel primo Testamento uomini chiamati ad una grande missione sono figli di donne anziane, sterili, incapaci di generare. Ogni figlio è dono di Dio, ma il figlio della Vergine sarà il Figlio di Dio. La liturgia ci propone la pagina dell’Annuncio dell’Angelo a Maria, ma di questa pagina notissima leggiamo solo l’inizio, le prime parole dell’Angelo: ci dischiudono insieme lo stupore e la vertigine del Natale ormai vicino. Su queste poche parole concentriamo la nostra attenzione: Ti saluto, piena di grazia.
Le parole dell’Angelo sono diventate l’inizio della preghiera più popolare, l’Ave Maria. Eppure queste parole tanto familiari devono esser corrette. Diciamo: Ave, Ti saluto…. Questa è la nostra abituale traduzione, ben educata ma scorretta. L’angelo dice: Gioisci… e non 'Ti saluto – Ave'. L'angelo riprende l'invito alla gioia che i profeti Sofonia (3,14) e Zaccaria (9,9) avevano rivolto a Gerusalemme annunciando la venuta del Re Messia: "Gioisci figlia di Sion… il Signore re d'Israele è in mezzo a te" … "Gioisci figlia di Sion, ecco il tuo re viene a te ...". La gioia messianica promessa al popolo si realizza ora in Maria, è lei la nuova Gerusalemme, in lei infatti Dio prende dimora.
L’invito alla gioia che i profeti avevano rivolto a Gerusalemme per l’imminente venuta del Messia salvatore, ora è rivolto a questa giovane donna in uno sperduto villaggio come a dire che questa fanciulla riassume in sé tutta l’attesa di Israele e dell’umanità. Maria raccoglie in sé la speranza d’Israele e dell’umanità che attende salvezza. Non più a Gerusalemme è promessa la presenza del Messia ma a questa giovane donna, al suo corpo. L'angelo non si rivolge a Maria chiamandola col suo nome – Maria, nome assai comune nella sua forma Myriam – ma con un nuovo nome, appunto 'piena di grazia’. E' questo il nome profetico di Maria. Bisognerebbe rendere meglio la forma passiva del verbo con: 'prediletta, oggetto del favore divino, amata, colmata di grazia’ appunto per indicare il primato del dono di grazia. Perché a Maria l’Angelo si rivolge chiamandola ‘piena, ricolmata di grazia’?
Una prima ragione. Ogni volta che Dio chiama qualcuno per affidargli un compito di singolare importanza, gli cambia nome, gli dà un nuovo nome come a sottolineare che inizia una nuova vita segnata da questa nuova vocazione. Anche la vita di questa giovane donna sta per mutare profondamente, chiamata ad essere la madre del Figlio di Dio.
E la seconda ragione è proprio indicata nel nuovo nome: ricolmata di grazia. La vita di questa donna è segnata da una singolare benevolenza di Dio che con la sua grazia ne ha interamente colmato l’esistenza. Proprio la festa odierna, l’immacolata concezione di Maria, esprime il cuore della nostra fede: questa donna, lei sola tra tutti i figli e le figlie di Adamo, è stata sottratta fin dal primo istante della sua vita, all’esperienza della colpa che inquina tutta l’umanità. Immacolata, senza macchia alcuna, senza l’esperienza del chiudersi a Dio. Questa condizione unica e singolare di Maria racchiude una verità preziosa per tutti noi: la nostra vita, la vita di ogni uomo e donna è sotto il segno della grazia di Dio.
Tentiamo di esprimere con altre parole questa verità centrale, essenziale per la nostra fede. Che la nostra vita sia sotto il segno della grazia di Dio vuol dire che per primo Dio ci ha amati. Non siamo noi che siamo andati alla ricerca di Dio, è Lui che per primo va alla ricerca dell’uomo, di ogni uomo, di tutti gli uomini. Non ci sono uomini buoni, onesti, degni ai quali, in ragione delle loro virtù, si rivolgerebbe la benevolenza di Dio. No. Per ogni uomo, quale che sia, c’è anzitutto la benevolenza, la grazia di Dio. In altre parole: non dobbiamo dividere l’umanità in buoni e cattivi e riservare ai primi soltanto la benevolenza, la grazia di Dio e ai secondi il castigo. Prima di ogni esistenza che può camminare sulle vie del bene o su quelle del male, c’è la grazia, la benevolenza di Dio. Grazia dice appunto il donarsi libero, gratuito, spontaneo di Dio all’uomo. Grazia non è ricompensa di opere buone appunto riservata ai buoni. Grazia è dono gratuito che precede e previene ogni nostra azione.
Un’altra parola evangelica esprime con efficacia questo agire di Dio. Egli fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e fa scendere la sua pioggia sui giusti e sugli ingiusti. La grazia, la benevolenza di Dio è questo sole che riscalda l’esistenza vincendo ogni freddezza; è questa pioggia benefica capace di far fiorire anche il deserto. Sulla strada di ogni uomo, lo sappia o meno, lo voglia o meno, c’è questa grazia, questa benevolenza di Dio che precede, accompagna ogni nostra azione. Al principio di ogni nostro giorno, anche il più difficile, c’è sempre questo sguardo colmo di grazia di Dio, nostro Padre, padre di ogni uomo.
Una esperienza umana che può aiutarci a intuire questa stupenda verità cristiana: è l’esperienza del figlio che sa di poter sempre contare sulla presenza amorevole dei suoi genitori che sono irrevocabilmente per lui. E’ la certezza di chi ha una casa sempre aperta e accogliente, una porta che si apre, un abbraccio spalancato. Sapere che, qualunque cosa succeda e nonostante tutto, c’è una grazia, una benevolenza che fin dall’inizio di ogni giorno ci sostiene e ci accompagna. Dicendo questo non vogliamo negare lo spazio della nostra libertà, delle nostre scelte, non vogliamo dire d’essere quasi oggetti inerti nelle mani di Dio. No, certo. Anche il figlio può sottrarsi alla premurosa benevolenza dei suoi cari, noi possiamo tristemente rifiutarci anche ai gesti più intensi e fedeli dell’amore. Ma il nostro rifiuto non cancella, non annulla la forza e la benevolenza di questa grazia. Sapersi amati sempre e comunque: questa è la certezza che brilla in questa festa dell’Immacolata, preludio del Natale imminente, quando gli angeli canteranno la pace donata da Dio a tutti gli uomini che egli ama, pace domata a tutti, buoni e cattivi, giusti e ingiusti, perché nessuno è escluso da questo amore.


Preghiera dei fedeli

Ascolta Signore la nostra preghiera.

Come Maria la Chiesa sia sempre in ascolto fedele delle tue parole …

Come Maria ogni donna sia riconosciuta nella sua dignità …

Come Maria ogni donna sia onorata e aiutata nella scelta della maternità...

Come Maria la nostra libertà sia aperta a te e al compimento della tua volontà ...

Come Maria sappiamo attendere nella gioia e nell'amore fraterno il tuo Natale ...

 

 

 

 



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