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Gen
3,9-15.20;
Ef 1,3-6.11-12;
Lc 1,26-28
Nel
nostro cammino di Avvento ci viene incontro oggi Maria, la giovane
donna che sarà la madre del Messia, del Figlio di Dio. Protagonista
è una vergine...
Molte volte nel primo Testamento uomini chiamati ad una grande
missione sono figli di donne anziane, sterili, incapaci di generare.
Ogni figlio è dono di Dio, ma il figlio della Vergine sarà il
Figlio di Dio. La liturgia ci propone la pagina dell’Annuncio
dell’Angelo a Maria, ma di questa pagina notissima leggiamo solo
l’inizio, le prime parole dell’Angelo: ci dischiudono insieme
lo stupore e la vertigine del Natale ormai vicino. Su queste poche
parole concentriamo la nostra attenzione: Ti saluto, piena di
grazia.
Le parole dell’Angelo sono diventate l’inizio della preghiera
più popolare, l’Ave Maria. Eppure queste parole tanto familiari
devono esser corrette. Diciamo: Ave, Ti saluto…. Questa è la nostra
abituale traduzione, ben educata ma scorretta. L’angelo dice:
Gioisci… e non 'Ti saluto – Ave'. L'angelo riprende l'invito alla
gioia che i profeti Sofonia (3,14) e Zaccaria (9,9) avevano rivolto
a Gerusalemme annunciando la venuta del Re Messia: "Gioisci figlia
di Sion… il Signore re d'Israele è in mezzo a te" … "Gioisci figlia
di Sion, ecco il tuo re viene a te ...". La gioia messianica promessa
al popolo si realizza ora in Maria, è lei la nuova Gerusalemme,
in lei infatti Dio prende dimora.
L’invito alla gioia che i profeti avevano rivolto a Gerusalemme
per l’imminente venuta del Messia salvatore, ora è rivolto a questa
giovane donna in uno sperduto villaggio come a dire che questa
fanciulla riassume in sé tutta l’attesa di Israele e dell’umanità.
Maria raccoglie in sé la speranza d’Israele e dell’umanità che
attende salvezza. Non più a Gerusalemme è promessa la presenza
del Messia ma a questa giovane donna, al suo corpo. L'angelo non
si rivolge a Maria chiamandola col suo nome – Maria, nome assai
comune nella sua forma Myriam – ma con un nuovo nome, appunto
'piena di grazia’. E' questo il nome profetico di Maria. Bisognerebbe
rendere meglio la forma passiva del verbo con: 'prediletta, oggetto
del favore divino, amata, colmata di grazia’ appunto per indicare
il primato del dono di grazia. Perché a Maria l’Angelo si rivolge
chiamandola ‘piena, ricolmata di grazia’?
Una prima ragione. Ogni volta che Dio chiama qualcuno per affidargli
un compito di singolare importanza, gli cambia nome, gli dà un
nuovo nome come a sottolineare che inizia una nuova vita segnata
da questa nuova vocazione. Anche la vita di questa giovane donna
sta per mutare profondamente, chiamata ad essere la madre del
Figlio di Dio.
E la seconda ragione è proprio indicata nel nuovo nome: ricolmata
di grazia. La vita di questa donna è segnata da una singolare
benevolenza di Dio che con la sua grazia ne ha interamente colmato
l’esistenza. Proprio la festa odierna, l’immacolata concezione
di Maria, esprime il cuore della nostra fede: questa donna, lei
sola tra tutti i figli e le figlie di Adamo, è stata sottratta
fin dal primo istante della sua vita, all’esperienza della colpa
che inquina tutta l’umanità. Immacolata, senza macchia alcuna,
senza l’esperienza del chiudersi a Dio. Questa condizione unica
e singolare di Maria racchiude una verità preziosa per tutti noi:
la nostra vita, la vita di ogni uomo e donna è sotto il segno
della grazia di Dio.
Tentiamo di esprimere con altre parole questa verità centrale,
essenziale per la nostra fede. Che la nostra vita sia sotto il
segno della grazia di Dio vuol dire che per primo Dio ci ha amati.
Non siamo noi che siamo andati alla ricerca di Dio, è Lui che
per primo va alla ricerca dell’uomo, di ogni uomo, di tutti gli
uomini. Non ci sono uomini buoni, onesti, degni ai quali, in ragione
delle loro virtù, si rivolgerebbe la benevolenza di Dio. No. Per
ogni uomo, quale che sia, c’è anzitutto la benevolenza, la grazia
di Dio. In altre parole: non dobbiamo dividere l’umanità in buoni
e cattivi e riservare ai primi soltanto la benevolenza, la grazia
di Dio e ai secondi il castigo. Prima di ogni esistenza che può
camminare sulle vie del bene o su quelle del male, c’è la grazia,
la benevolenza di Dio. Grazia dice appunto il donarsi libero,
gratuito, spontaneo di Dio all’uomo. Grazia non è ricompensa di
opere buone appunto riservata ai buoni. Grazia è dono gratuito
che precede e previene ogni nostra azione.
Un’altra parola evangelica esprime con efficacia questo agire
di Dio. Egli fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi e
fa scendere la sua pioggia sui giusti e sugli ingiusti. La grazia,
la benevolenza di Dio è questo sole che riscalda l’esistenza vincendo
ogni freddezza; è questa pioggia benefica capace di far fiorire
anche il deserto. Sulla strada di ogni uomo, lo sappia o meno,
lo voglia o meno, c’è questa grazia, questa benevolenza di Dio
che precede, accompagna ogni nostra azione. Al principio di ogni
nostro giorno, anche il più difficile, c’è sempre questo sguardo
colmo di grazia di Dio, nostro Padre, padre di ogni uomo.
Una esperienza umana che può aiutarci a intuire questa stupenda
verità cristiana: è l’esperienza del figlio che sa di poter sempre
contare sulla presenza amorevole dei suoi genitori che sono irrevocabilmente
per lui. E’ la certezza di chi ha una casa sempre aperta e accogliente,
una porta che si apre, un abbraccio spalancato. Sapere che, qualunque
cosa succeda e nonostante tutto, c’è una grazia, una benevolenza
che fin dall’inizio di ogni giorno ci sostiene e ci accompagna.
Dicendo questo non vogliamo negare lo spazio della nostra libertà,
delle nostre scelte, non vogliamo dire d’essere quasi oggetti
inerti nelle mani di Dio. No, certo. Anche il figlio può sottrarsi
alla premurosa benevolenza dei suoi cari, noi possiamo tristemente
rifiutarci anche ai gesti più intensi e fedeli dell’amore. Ma
il nostro rifiuto non cancella, non annulla la forza e la benevolenza
di questa grazia. Sapersi amati sempre e comunque: questa è la
certezza che brilla in questa festa dell’Immacolata, preludio
del Natale imminente, quando gli angeli canteranno la pace donata
da Dio a tutti gli uomini che egli ama, pace domata a tutti, buoni
e cattivi, giusti e ingiusti, perché nessuno è escluso da questo
amore.
Preghiera dei fedeli
Ascolta
Signore la nostra preghiera.
Come Maria la Chiesa sia sempre in ascolto fedele delle tue parole
…
Come
Maria ogni donna sia riconosciuta nella sua dignità …
Come
Maria ogni donna sia onorata e aiutata nella scelta della maternità...
Come
Maria la nostra libertà sia aperta a te e al compimento della
tua volontà ...
Come
Maria sappiamo attendere nella gioia e nell'amore fraterno il
tuo Natale ...
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