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Is
52,13-53,12;
Eb 12,1b-3;
Gv 11,55-12,11.
Sulla soglia della settimana santa la liturgia ci propone una
pagina carica di valore simbolico: al centro della scena è Gesù,
ai suoi piedi una donna compie un gesto di straordinaria tenerezza
verso il corpo di Gesù. Sullo sfondo le critiche, interessate,
di Giuda. Infine una parola impegnativa di Gesù che elogia il
gesto della donna. Notiamo come questa scena, con alcune varianti,
sia ripresa da tutti e quattro gli evangelisti, segno che doveva
avere un posto di rilievo nella predicazione primitiva. Marco
14,3-9 e Matteo 26, 6-13 raccontano un’unzione di Gesù a Betania
da parte di una donna di cui non si dice il nome, proprio prima
della morte di Gesù. Luca 7, 36-38 parla di una donna, una prostituta,
che in Galilea unge il corpo di Gesù. Infine la pagina che abbiamo
letto attribuisce a Maria di Betania l’unzione dei piedi di Gesù
con un costosissimo profumo.
Viene
alla mente un’altra scena sempre nella casa di Betania: Gesù è
al centro, ai suoi piedi Maria ne ascolta le parole. Anche in
questo caso non mancano le critiche al comportamento di Maria
da parte della sorella Marta (Lc 10,38-42). Notiamo le analogie
tra le due scene: Gesù è al centro, per lui si può “perdere” molto
tempo, per lui si può “sprecare” tanto costoso profumo. In entrambe
le scene il comportamento della donna, è sempre Maria di Betania,
totalmente assorbita dalla persona di Gesù, non è capito anzi
è pesantemente criticato. Marta vorrebbe che la sorella la aiutasse
nelle faccende di casa invece di stare ai piedi di Gesù in ascolto;
Giuda vorrebbe che il costoso profumo venisse venduto per dare
il ricavato ai poveri. Una vita dominata dalla centralità di Gesù,
segnata dalla dedizione esclusiva per lui, per la sua parola,
per la sua persona, questa scelta non è compresa. Sembra scelta
irresponsabile che carica sulle spalle degli altri i compiti della
vita quotidiana, sembra una scelta irresponsabile che spreca risorse
che potrebbero esser meglio utilizzate. Non tutti capiscono e
apprezzano la scelta di uomini e donne che dedicano tutt’intera
la loro esistenza all’Evangelo. Forse non tutti capiscono e apprezzano
un tempo come la settimana santa che stiamo iniziando, un tempo
dedicato alla contemplazione del Signore Gesù nel suo cammino
di passione, morte, risurrezione.
Forse
anche noi facciamo fatica a mettere in questi giorni Gesù al centro.
In entrambe le scene, Gesù ha una parola chiara di apprezzamento
per la scelta della donna. Mettere Gesù al centro è la scelta
migliore che si possa compiere. Questa pagina è di imbarazzante
bellezza. Imbarazzante, perché questo gesto femminile di tenerezza
per il corpo di Gesù non ci è familiare. Il gesto del profumo
è chiaramente simbolico. Il profumo è simbolo dell’amore. Canta
la Sposa del Cantico dei Cantici: «Il mio diletto è come un sacchetto
di profumi, è aroma prezioso». Il gesto del cospargere di profumo
il corpo, nella cultura orientale, è gesto di accoglienza, segno
di attenzione per la persona al limite dello spreco, perché la
persona vale più di ogni altra cosa, ha valore inestimabile. Vorrei
oggi, imitando lo stile di Maria di Betania, curvarmi sul corpo,
quello di Gesù e quello di ogni essere umano, per onorarlo. Una
lunga tradizione spiritualistica ci ha resi esitanti nei confronti
del corpo. Si è soliti dire: Bisogna salvare l’anima! Il corpo
è stato spesso considerato un fardello ingombrante e pesante soprattutto
col passare degli anni e il sopraggiungere degli acciacchi. Siamo
soliti dire: Io ho un corpo, non diciamo invece come sarebbe giusto:
Io sono il mio corpo, perché il corpo decide della mia persona.
Infatti attraverso il corpo passano i sentimenti più intensi e
profondi. Già una semplice stretta di mano può comunicare l’intensità
di un rapporto. E poi un abbraccio, un bacio. Quanta tenerezza
passa attraverso le carezze che delicatamente sfiorano la nostra
pelle. Quanta dolcezza nel gesto di stringere il corpo di un neonato.
E quanta complicità negli sguardi delle persone che si vogliono
bene. E grazie ai corpi dell’uomo e della donna si esprime la
forza e la tenerezza dell’amore umano.
L’apostolo
Paolo ha una parola che troppo poco noi conosciamo: «Glorificate
Dio nei vostri corpi», fate dei vostri corpi il luogo, il mezzo
per manifestare la bellezza di Dio e del suo amore. Eppure i giornali
di questi ultimi mesi sono pieni di squallide notizie dove i corpi,
soprattutto femminili, sono sfruttati. Uomini con responsabilità
pubbliche hanno adoperato questi corpi come merce di scambio,
come oggetti di sfruttamento. E ancora più gravi i troppo numerosi
episodi di abuso sui minori da parte di uomini di Chiesa. La nostra
Madre Chiesa vive un momento davvero angoscioso che taluni sfruttano
per coinvolgere anche il papa Benedetto. Purtroppo bisogna riconoscere
che vi sono stati silenzi colpevoli che hanno nascosto invece
di portare alla luce episodi squallidi. Certo, si deve compiere
un serio esame di coscienza che investa la formazione dei futuri
sacerdoti e il loro equilibro umano e affettivo. Riconosciamo
che vi è un clima, un modo di considerare il corpo non già come
mezzo di relazione umana carica di amore, ma solo come espediente
per ottenere favori, fare carriera, soddisfare voglie umilianti
per chi le subisce e per chi le impone. Nella redazione di Luca,
Gesù dice che questo gesto è opera bella. Ha la bellezza dei gesti
gratuiti, non dettati da calcolo di interesse, da tornaconto,
perché la persona vale più di ogni altra cosa e per Lei si può
“sprecare” un costoso profumo, per amore della persona si può
“sprecare” l’intera vita.
Ma davvero non è uno spreco.
Preghiera dei fedeli
Signore
ti preghiamo, ascoltaci.
Nel
segno di questi rami di ulivo, fa' di noi strumenti della tua
pace …
Per
quanti portano sulle spalle la pesante croce della sofferenza
e della solitudine, ti sentano compagno della loro fatica …
Per
il nostro Paese, perché partecipiamo con il voto alla costruzione
di una convivenza solidale …
Piero,
Jacobi, Fabio, Sofia, Daniele e Carla Julia hanno ricevuto il
battesimo, accompagnali nel cammino della vita …
Carla
Teresa Lattuada, Ugo Cami e Luigia Guerreri, al termine dei loro
giorni, trovino riposo eterno in te …
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